Campionati Italiani della Geografia 2019

Indetti i Campionati Italiani della Geografia 2019

 

In principio la terra era tutta sbagliata,

renderla più abitabile fu una bella faticata.

Per passare i fiumi non c’erano ponti.

Non c’erano sentieri per salire sui monti.

Ti volevi sedere? Neanche l’ombra di un panchetto.

Cascavi dal sonno? Non esisteva il letto.

Per non pungersi i piedi, né scarpe, né stivali.

Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali.

Per fare una partita non c’erano palloni:

mancava la pentola e il fuoco per cuocere i maccheroni,

anzi a guardare bene mancava anche la pasta.

Non c’era nulla di niente. Zero via zero e basta.

C’erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare,

e agli errori più grossi si poté rimediare.

Da correggere, però, ne restano ancora tanti,

rimboccatevi le macchine, c’è lavoro per tutti quanti.

Gianni Rodari, da ‘Favole al telefono’ 1962

 

E’ giunta alla sua quinta edizione l’iniziativa promossa da SOS geografia e l’AIIG, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia di Liguria e Toscana, supportata da I.I.S. “D. Zaccagna” di Carrara e Associazione “Zaccagna, ieri e oggi”, dedicata agli studenti delle scuole medie.

Una intelligente manifestazione culturale intesa a valorizzare lo studio della geografia, ma anche a sviluppare le capacità dei ragazzi nel comprendere ed interpretare gli aspetti fisici e politici del Paese e del Mondo che abitano, e che già da oggi è loro prezioso Patrimonio.

I giochi si terranno dal 22 al 30 marzo 2019, i premi saranno a tema…geografico! Come per i vincitori il soggiorno nei parchi Nazionali dell’Appennino Tosco-Emiliano e delle Cinque Terre.

Le richieste di partecipazione – che saranno prese in considerazione in ordine di arrivo – potranno esser inviate fino al 19 gennaio 2019. Per ulteriori informazioni o per iscriversi contattare giochidellageografia@gmail.com.

Per saperne di più vai all’articolo

https://www.orizzontescuola.it/al-via-la-quinta-edizione-dei-campionati-italiani-della-geografia/

#digitalgeography #GIS #geografia #ambiente #openstreemap #scuola #ParcoNazionaledel’AppenninoTo

Tumori al seno: la fondazione Geoknowledge al fianco di Bicinrosa nella prevenzione

Una intera giornata, domenica 28 ottobre 2018, dedicata alla prevenzione oncologica al femminile organizzata dall’Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM).

Appuntamento la mattina dalle 8 con partenza alle 11 dallo Stadio “Nando Martellini” delle Terme di Caracalla, per pedalare insieme verso la prevenzione: lo sport come profilassi del carcinoma alla mammella.

Da quest’anno la Fondazione Geoknowledge – istituzione nata nel 2005 per promuovere l’Innovazione per fini etico-sociali –, sostiene Bicinrosa.

L’obbiettivo è quello di fare ogni anno un passo in avanti, di costruire reti di interazione che permettano di operare con maggiore efficacia e di informare la popolazione sui rischi e le cure,  in addizione ad un fattore fondamentale: la prevenzione. La prevenzione che, insieme con controlli medici periodici, passa anche da uno stile di vita sano ed equilibrato, dalla corretta alimentazione all’attività fisica regolare.

Ed eccoci in sella! Per iscriversi e/o noleggiare una bicicletta per la giornata di Bicinrosa visitate il link della manifestazione.

 

Per saperne di più vai all’articolo

https://www.bicinrosa.it/

 

Smart Society 5.0 : la nuova frontiera dell’Innovazione

Era l’aprile 2016 quando il governo giapponese promulgò il ‘’5th Science and Technology Basic Plan’’. Il programma, inteso a guidare e promuovere le politiche di Innovazione tecnologica ed internazionalizzazione, con riferimento al periodo 2016-2021, individuava un punto di focus nello sviluppo di una società descritta come una SuperSmart Society, la società 5.0.

Delineata come il quinto passo nell’evoluzione della società umana, vede 5 età dell’Umanità: un uomo che dopo essere stato cacciatore (Hunting Society), agricoltore (Agricultural Society), vive il tempo della civiltà industriale (Industrial Society) nella quale è la produzione di massa a fornire prodotti di sostentamento -e non solo- per la popolazione. Al momento ci troviamo nella cosiddetta ‘Information Society’, dove l’informazione si fa motore della società contemporanea, anche in termini di risorse economiche generate, subentrando in questo ruolo all’industria. In ogni caso, il compito dell’estrazione e dell’elaborazione del Sapere, dell’Informazione, generato dai dati, è ancora un compito assolto dall’Uomo.

Tuttavia, nella quinta era del consorzio umano, anche questa mansione sarà affidata a congegni, più precisamente all’Intelligenza Artificiale.

Oggi i big data provengono da sensori presenti negli oggetti, inclusi i macchinari di produzione industriale, gli elettrodomestici, le automobili e i telefoni. Gli smartphone geolocalizzano, i social network mappano le aree di interesse e le carte di credito le attività commerciali degli utenti. Tutti questi dati, per numerosità e disposizione non avrebbero senso che per un calcolatore meccanico, in grado di ordinarli ed estrarne risultati ai fini dell’informazione: ecco di cosa si occupa l’AI (Artificial Intelligence).

La disponibilità e l’estensione di questi dati, moltiplicato per la potenza sempre maggiore di sistemi di AI, sta portando a nuovi modi di intendere il business, la tecnologia e le interazioni sociali. Questo cambierà non solo il settore industriale, ma la società intera.

Il concetto di Smart Society è anche l’elemento fondante del Manifesto firmato dalla Fondazione Geoknowledge, in occasione della Conferenza Esri Italia 2018.

La fondazione è un’istituzione attiva dal 2005 nella divulgazione dell’uso per fini etico-sociali della conoscenza del territorio abilitata dalla Digital Geography, la GeoKnowledge appunto.

Per questa ragione Esri Italia ha recentemente costituito un laboratorio per condurre esperimenti nei suoi uffici di Cagliari, lavorando all’interno del progetto Sardinia 5.0 forte delle metodologie dell’avanguardistica Science of Where.

Dal Manifesto:

Società 5.0

Allora, è essenziale operare perché si affermi il paradigma di una società, che facendo leva sulle nuove tecnologie sia capace di meglio rispondere alle sfide del proprio tempo quali:

  • la protezione del Creato,
  • la sicurezza dalle catastrofi naturali ed antropiche,
  • la preservazione del patrimonio naturale e culturale,
  • lo sviluppo socio-economico,
  • l’educazione delle nuove generazioni,

cioè, “una società, con al centro l’uomo, che bilanci il progresso economico con  la soluzione di problemi sociali attraverso un sistema che integri fortemente il cyber spazio con lo spazio fisico”.

Per saperne di più vai all’articolo

http://www.j-reading.org/index.php/geography/article/view/198

#GIS #maps #geography #geographicknowledge #Society5.0 #DigitalRevolution #GeoknowledgeFoundation #Geosmartcampus #EsriItalia

 

bando periferie intelligenti

MiBACT chiama Innovatori e creativi urbani per investire nell’Intelligenza del Territorio: ecco tutto quello che c’è da sapere

La Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) è l’ufficio del MiBACT dedicato alla contemporaneità. Nata nel 2015, DGAAP è l’Hub nato in seno al Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo che ha come obiettivi la promozione e il sostegno dell’arte e l’architettura contemporanee, cui si aggiunge la “mission” di avviare processi di riqualificazione delle periferie urbane.

La sua attività si concretizza nella realizzazione di concorsi e committenze, acquisizioni, progetti di formazione, mostre ed eventi, progetti di ricerca e molto altro.

Tra le tante iniziative in corso vi segnaliamo oggi il bando ‘Periferie Intelligenti’ concorso per la riqualificazione delle aree periferiche delle Città Metropolitane attraverso l’Intelligenza Artificiale.

Il bando è rivolto a soggetti pubblici o privati senza scopo di lucro operanti nell’ambito delle nuove tecnologie, eventualmente in associazione con operatori nell’ambito della promozione e valorizzazione della creatività contemporanea e della rigenerazione urbana, con la collaborazione di artisti, designer, architetti, o professionalità creative in ambito tecnologico.

Il programma punta alla riqualificazione di aree periferiche o disfunzionali tramite il ricorso a tecnologie di intelligenza artificiale nell’indagine delle esigenze della collettività e nella progettazione di soluzioni alternative adattive in chiave creativa. 

Il progetto candidato riguarderà le aree urbane periferiche facenti parte dei territori delle 14 città metropolitane d’Italia, costituendo un modello esemplare da esportare in altri contesti.
Le risorse impegnate dalla DGAAP ammontano a 50mila euro, per il finanziamento di ciascuna Soluzione Innovativa.

Per partecipare al bando è necessario registrarsi sul sito http://www.aap.beniculturali.it/periferiaintelligente/ entro e non oltre il 14/09/2018 alle ore 12.00

Per saperne di più vai all’articolo https://www.key4biz.it/bando-periferie-50-mila-euro-a-progetto-per-lintelligenza-artificiale/225318/

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CORSO ESTIVO – Insegnare con la geografia digitale

Benché questo aspetto non sia ad un primo sguardo sempre evidente, gli elementi geografici sono una componente onnipresente di qualsiasi tipo di informazione e quindi di conoscenza. Possiamo cioè dire che siano un elemento costitutivo del sapere e quindi della sua trasmissione. Il dove è una domanda basilare, ma a volte nascosta, di ogni processo didattico e ciò avviene nelle discipline più disparate. Nelle scienze storiche e sociali senza dubbio (gli eventi si svolgono in un luogo oltre che in un tempo), in quelle umanistiche in generale (in quanto implicano relazioni tra uomini che sono determinate anche geograficamente), in molta parte dell’ingegneria e nell’architettura (perché i manufatti sono inseriti in un contesto territoriale e ne sono condizionati) e nelle scienze della natura (poiché tutti i fenomeni della natura sono determinati dai fattori locali).

Sia dal punto di vista dell’analisi finalizzata alla ricerca sia da quello più strettamente didattico la tecnologia oggi è in grado di fornire un ambiente trasversale che consente di formalizzare e assistere il processo analitico, automatizzandone una parte e favorendo così il ragionamento e le capacità logico-associative.

Questo aspetto si riversa utilmente anche nella didattica in quanto gli ambienti e le piattaforme attuali sono diventate progressivamente più intuitive e hanno svincolato l’utilizzo della tecnologia dalla necessità di possedere competenze specifiche. In questo modo la geografia basata sull’analisi di componenti e relazioni tra componenti diventa più facilmente praticabile da tutti all’interno del nuovo quadro tecnologico.

Il Corso Estivo Insegnare con la geografia digitale  è un progetto pilota, un prototipo che punta a superare una forma ancora in buona parte elitaria della cultura degli esperti GIS e WebGIS, contaminandola con l’esperienza viva e la competenza sul campo dei docenti che lavorano nel contesto reale della scuola.

In questo modo i due concetti espressi sopra (centralità della conoscenza del dove trasversale a tutto il sapere e nuove potenzialità offerte dal quadro tecnologico attuale) si combinano e vanno a sintesi permettendo di affrontare nuove sfide educative commisurate al mondo sempre più complesso in cui viviamo.

Quali sono dunque le tecnologie significative per affrontare questo tema in modo adeguatamente attrezzato?

La tecnologia GIS rappresenta il quadro più adatto per l’analisi e la rappresentazione spaziale dei fenomeni complessi. Le applicazioni sono diventate progressivamente più intuitive e con il perfezionamento tecnologico l’attenzione si è spostata su due aspetti complementari:

da un lato la condivisione delle risorse, del processo e dei risultati del lavoro attraverso gli strumenti di WebGIS, dall’altro la riflessione sulle modalità più efficaci di presentazione dei risultati. Nasce in questo modo uno strumento come la Storymap che combina gli strumenti analitici del GIS con la capacità “narrativa” già insita nelle mappe tradizionali.

È compito tipico di una pedagogia della conoscenza fornire strumenti che consentano di smontare i fenomeni immaginando anche differenti analisi e scenari alternativi e comprendendone in maniera più chiara l’interconnessione.

Non è dunque un problema di tecnologia, quello che viene erroneamente percepito come maggiore capacità dei nativi digitali di maneggiare tecnologie che sfuggono ai loro stessi insegnanti: questa visione è deformata perché nella realtà spetta al docente trasformare la tecnologia in uno strumento attivo attraverso la propria visione complessa che in una storymap si tradurrà nella maggior ricchezza di informazioni, evidenze e relazioni incorporate nelle mappe. Una visione complessa facilitata dalla tecnologia che la rende riversabile all’interno di una piattaforma, un ambiente articolato in cui è possibile compiere altri passi in avanti nella implementazione di una didattica sempre più partecipativa.

La piattaforma ArcGIS con i suoi strumenti cloud consente di riunire in un solo ambiente lo strumento di storytelling attraverso mappe, portando sul web la struttura delle classi e permettendo quindi un lavoro attivo agli studenti, da soli o in gruppo, sotto la guida del docente.

La formazione ai temi della complessità può trovare un ambiente favorevole in una tecnologia che è nata per analizzare fenomeni complessi (ed anzi è uno dei principali strumenti professionali al servizio di tale analisi) e che nel tempo si è progressivamente orientato verso la rappresentazione, la spiegazione e la narrazione della complessità, rivestendo il nocciolo tecnologico di un insieme di strumenti multimediali e della ricchezza delle risorse messe a disposizione dalla rete che stimolano lo sviluppo di competenze attive essenziali per un percorso formativo aggiornato.

Il corso sarà strutturato in una parte introduttiva nella quale saranno presentate le potenzialità dello strumento ArcGIS Online e da una parte pratica durante la quale i docenti, seguiti da tutor d’aula, creeranno le proprie storie, le proprie lezioni. Lo strumento ha carattere trasversale e pertanto potrà interessare non solo i docenti di geografia, ma anche docenti di diverse discipline sia di ambito umanistico che scientifico e tecnologico. Ai partecipanti saranno forniti materiali e indicazioni in modo da ottimizzare il lavoro che sarà svolto in presenza.

Le attività si svolgeranno in un’aula attrezzata e saranno condotte da docenti delle Università di Siena e di Firenze e di Esri Italia.

Il corso è riconosciuto come attività di aggiornamento professionale.

Ricerca: nuove scoperte nelle tecnologie quantistiche

Si chiamano Quantum Dots (punti quantistici) e sono cristalli di pochi milionesimi di millimetro, il cui studio sta coinvolgendo tutti i più grandi poli mondiali di ricerca.

I quantum dots includono dei semiconduttori, ovvero materiali che in particolari condizioni (come l’aumento di temperatura) sono in grado di condurre corrente elettrica, ragione per la quale sono alla base di dispositivi elettronici e sono utilizzati per la trasmissione delle informazioni. Per tutte queste proprietà sono studiati e utilizzati nei laser e potrebbero diventare armi precisissime per colpire le cellule tumorali.

Inoltre, sebbene i primi esempi di computer quantistico e di crittografia quantistica siano stati già ampiamente e variamente descritti, per la loro realizzazione su larga scala è verosimile che si debbano attendere ancora anni.  

I ricercatori del Dipartimento di Fisica e Astronomia coordinati da Francesco Biccari – in collaborazione con il gruppo dell’Università la Sapienza di Roma guidato da Marco Felici e il gruppo dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR di Roma guidato da Giorgio Pettinari – hanno dimostrato la possibilità di creare dei quantum dot grazie a una semplice tecnica di scrittura laser che permette di controllarne sia la posizione che la lunghezza d’onda della luce emessa con un elevato livello di precisione.

“Nei quantum dot gli elettroni del materiale, risentendo delle piccole dimensioni in cui sono costretti, dell’ordine di pochi nanometri, mostrano effetti quantistici molto evidenti – spiega Biccari. -Uno di questi effetti è la capacità di emettere un singolo fotone per ogni impulso ottico o elettrico ricevuto, caratteristica che li rende particolarmente adatti alle tecnologie quantistiche”.

“La nostra tecnica per fabbricare quantum dot – prosegue il ricercatore – si basa sulle proprietà di un materiale semiconduttore, l’arseniuro-nitruro di gallio idrogenato (GaAsN:H), e sulla possibilità di focalizzare su una piccolissima porzione di esso un fascio di luce laser, usando una fibra ottica dotata di una punta di circa 100 nanometri (nell’immagine in basso). La luce laser permette di rimuovere l’idrogeno nella zona illuminata, creando così dei quantum dot di GaAsN in una matrice di GaAsN:H. La possibilità di muovere la punta a piacimento consente di fabbricare i quantum dot con una precisione migliore di 100 nanometri e, regolando la potenza del fascio laser e il tempo di esposizione, è possibile variare la loro dimensione e quindi, di conseguenza, la loro lunghezza d’onda di emissione. Lo sviluppo di questo metodo rappresenta dunque – conclude Francesco Biccari – un significativo passo avanti per la realizzazione di circuiti fotonici completamente integrati, utili per le future tecnologie quantistiche”.

Per saperne di più vai all’articolo

https://www.wired.it/scienza/lab/2018/05/29/nuovi-nanocristalli-fotonici-ancora-piu-potenti-futuro-informatica/

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Carlo Ratti e la riqualificazione dell’ex sito di Milano EXPO a prova di futuro

Lo studio Carlo Ratti Associati (CRA) e il gruppo australiano di real estate Lendlease si sono aggiudicati il concorso internazionale per la trasformazione dell’ex area di Expo Milano 2015. Il programma di riqualificazione prevede lo sviluppo di un Parco della Scienza, del Sapere e dell’Innovazione esteso su un sito di oltre 1 milione di metri quadrati.
Il masterplan si svilupperà sul concetto di Common Ground: seguendo il principio che la salute di un quartiere dipende in buona parte dalla vitalità dei suoi spazi pubblici, il progetto propone di costituire un Common ground – uno spazio a livello strada alto due piani, che si snoda attraverso tutte le aree del masterplan – su cui vanno ad alternarsi piazze e aree pedonali, orti e giardini, negozi, laboratori ed edifici a corte, in uno scambio continuo tra ambienti aperti e chiusi, pubblici o più raccolti.
Inoltre la mobilità all’interno dell’area riconvertita si articolerà sul principio del carsharing, così Carlo Ratti: ‘’Abbiamo cercato di rendere il piano regolatore ‘a prova di futuro’: le strade del sito sono accessibili ai veicoli senza conducente, con un’impostazione che anticipa la diffusione del cambiamento relativo all’autonomia dei veicoli.’’
Per saperne di più leggi l’articolo pubblicato su domusweb.it

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Green Building, di che si tratta e cosa ci propone

Conoscete già tutti la Green Building? Si riferisce ad un modo di progettare, costruire e gestire edifici in maniera sostenibile ed efficiente. La ratio è gestire risorse, scegliere materiali, ottimizzare energie, organizzare lo spazio prestando attenzione alle occorrenze della società attuale e di quelle delle generazioni a venire.
Qualcuno la chiamerebbe BioArchittura o Bioedilizia, altri Architettura Sostenibile. Qualcun altro addirittura Ecotopia, ma a tutti gli effetti questa rivoluzione nel modo di costruire è già in atto in tutto il mondo.
Io li chiamerei ArchiFuturisti, per la potente semplicità delle loro idee che -diciamolo!-per quanto efficaci e avanguardistiche sono spesso di difficile realizzazione in quanto non ancora regolamentate dalle legislazioni, per la determinazione con cui combattono l’edilizia selvaggia che deturpa il territorio e la concezione stessa dei popoli -spesso ed un po’ ovunque sul globo terracqueo abituati ad inefficienza, bruttura, incapacità e remotezza dei progettisti- di cosa sia Architettura.
Pensavate a grattacieli di legno?
Allora sappiate che non siete fuori strada, ebbene si, figurano anche loro nella lunga lista di ‘greenarchinews’, metodi di costruzione e materiali innovativi più o meno sofisticati, al servizio della Green Building. Tra questi il cemento green, la tecnica dell’edificazione in paglia strutturale, in terra cruda, in cartone, i pannelli fotovoltaici mimetici, gli edifici mangia-inquinamento, e…molti altri illustrati nel saggio ‘’ The New Carbon Architecture: Building to Cool the Planet’’ di Bruce King, fondatore dell’Ecological Building Network.
Per saperne di più leggi l’articolo scritto da Erika Seghetti su green.it

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Nasce il progetto nazionale “Eccellenze Rurali”

Uno degli obiettivi della Politica di Sviluppo Rurale promossa dal CREA è mantenere vivo e vigoroso il tessuto sociale ed economico delle aree rurali. Come? Sostenendo la diversificazione delle aziende agricole che possono investire nell’offerta di servizi con l’obiettivo di aumentare i redditi, la nascita di microimprese e la rivitalizzazione delle attività già esistenti, promuovendo misure per migliorare la qualità dei servizi di base per i residenti, e più in generale per accrescere l’interesse nelle aree rurali.
CREA è l’ente di riferimento in Italia per la ricerca in campo agroalimentare. Sotto la supervisione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il CREA agisce ed ha competenza scientifica nel settore agricolo, ittico, forestale, nutrizionale e socioeconomico.
‘’Eccellenze Rurali’’ è il progetto che racconta 103 casi virtuosi italiani di buon utilizzo dei fondi comunitari a sostegno dello sviluppo rurale documentati con video, foto, schede di approfondimento, e interviste.
La mappa che prende forma rappresenta un settore in rapida trasformazione, i cui protagonisti sono sempre più aperti e in relazione tra loro e con il territorio. Una agricoltura sempre più multifunzionale e in grado di fornire servizi e creare opportunità lavorative.

 

Per saperne di più leggi l’articolo pubblicato su ANSA.it
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Giovani Innovatori, ecco a voi ANGI

ANGI, acronimo di Associazione Nazionale Giovani Innovatori, è l’organizzazione su scala nazionale che si occupa di promuovere il dialogo tra imprese, istituzioni politiche e giovani innovatori per ottenere provvedimenti a favore dello sviluppo e la crescita economica italiana. Come? Attraverso una intensa attività di networking e organizzazione di eventi, tra cui conferenze sul tema dell’innovazione rivolte a imprenditori, privati e istituzioni.
ANGI si propone di essere volano e divulgatore di realtà imprenditoriali giovani e innovative e rimuovere così tra i molti, l’ostacolo della non sempre facile informazione sulle opportunità presenti poiché secondo Gabriele Ferreri, presidente dell’ANGI “La maggior parte delle realtà che oggi operano in Italia sono verticali. Non permettono il dialogo tra i vari attori, ma finiscono sempre con il comunicare a quell’1% della popolazione che già conosce perfettamente le tematiche dell’innovazione’’.
La neonata Associazione ha presentato il suo manifesto alla Camera dei Deputati lo scorso 25 gennaio per illustrare il programma 2018 di ripresa del settore Innovazione italiano.
Per saperne di più leggi l’articolo al link
https://www.greenplanner.it/2018/01/26/innovazione-in-italia-angi/

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