Manifesto

IL MANIFESTO DELLA SOCIETÀ 5.0

c’è una marea nelle cose degli uomini che,
colta al flusso, mena alla fortuna;
negletta, tutto il vantaggio della vita
si incaglia su fondali di miseria
dal “Giulio Cesare” di Shakespeare

Introduzione
Questo Manifesto è rivolto a tutti i partecipi della Rivoluzione Digitale (scienziati, tecnologi, amministratori, imprenditori) che, nel contesto delle trasformazioni sociali indotte dalle nuove tecnologie, vogliano contribuire a creare il futuro dei nostri figli secondo ideali di valori positivi e sostenibili.
Oggi, siamo agli inizi della Rivoluzione Digitale e come tutte le rivoluzioni, in questa fase, non è possibile prevedere con certezza quali ne saranno gli esiti sociali.
Possiamo invece prevedere i prodotti ed i servizi innovativi generanti delle tecnologie che vertebrano questa rivoluzione.
Quindi possiamo, usando il modello di Shumpeter, prevedere i possibili impatti sulla società, ma non abbiamo risposta alla domanda:
Il progresso delle tecnologie porterà ad una società oblativa verso i bisogni dell’uomo o piuttosto genererà una società polarizzata solo sull’efficienza produttiva con una forza lavoro umiliata dalla competizione con l’Intelligenza Artificiale?
Possiamo solo dire che tutto dipenderà da come sarà governato il processo di cambiamento.

Società 5.0
Allora, è essenziale operare perché si affermi il paradigma di una società, che facendo leva sulle nuove tecnologie sia capace di meglio rispondere alle sfide del proprio tempo quali:
• la protezione del Creato,
• la sicurezza dalle catastrofi naturali ed antropiche,
• la preservazione del patrimonio naturale e culturale,
• lo sviluppo socio-economico,
• l’educazione delle nuove generazioni,
cioè, “una società, con al centro l’uomo, che bilanci il progresso economico con la soluzione di problemi sociali attraverso un sistema che integri fortemente il cyber spazio con lo spazio fisico”, definita Società 5.0 nel documento 5th Science and Technology Basic Plan pubblicato dal Governo Giapponese nell’Aprile 2016.
Con la Società 5.0 si amplia la Visione dell’Industria 4.0, passando dall’ottimizzazione dei processi di produzione alla trattazione dei problemi sociali, con l’obiettivo di raggiungere una completa collaborazione tra Tecnologia, Intelligenza Artificiale e Uomo.
Per attuare la Visione della Società 5.0 è necessario un paradigma che parta dalla mappatura dei bisogni e delle soluzioni in ottica C2B (citizen to business), cioè che parta dalle necessità dei cittadini. L’elemento abilitante di questo paradigma è la Science of Where, perché tutto inizia da Dove sono i bisogni dell’uomo.
La Science of Where porta benefici in tutti i processi di conoscenza perché coniuga la dimensione del Dove con le tradizionali dimensioni del Come, Quando e Perché e consente di orientare il focus dello sviluppo sociale sui bisogni individuali.
Le metodiche e le tecnologie abilitanti la Science of Where derivano dal progresso della Geografia Digitale generato dalle ricerche e sviluppi portati avanti nei laboratori della Esri (Environment Systems Research Institute).
Attraverso le tecnologie della piattaforma WebGIS della Esri e l’analisi sistemica dei Big Data, provenienti dall’Internet of Things e dai sensori aerospaziali, la Science of Where sta definendo nuovi modi di progettare e vivere l’ambiente e la città.

Invito all’azione
Nel prevedere le conseguenze sociali della Rivoluzione Digitale, ci troviamo di fronte ad un dilemma: il processo di innovazione sarà governato solo per aumentare la capacità produttiva delle macchine, oppure il processo di innovazione sarà governato per rispondere a bisogni vitali dell’uomo?
Non mi sembra opportuno lasciare agli storici il compito di diagnosticare, a cose fatte, come sarà stato determinato lo sviluppo sociale a seguito della Rivoluzione Digitale.
Io invito ad agire per contribuire alla realizzazione della Visione del nostro futuro secondo un ideale umanistico.
E’ essenziale agire, perché per dirla alla Jack Dangermond: Visione senza Azione è soltanto sogno, Azione senza Visione è un passatempo, Visione e Azione insieme possono cambiare il mondo.
Per attuare questa azione propongo di applicare il metodo Futurecraft, “l’arte di costruire futuro: ipotizzando scenari prossimi esaminandone conseguenze ed esigenze e condividerne gli esiti, per consentire uno scambio di idee ed aprire un dibattito pubblico”, come scrive Carlo Ratti nel suo libro “La Città di Domani”.
L’obiettivo è dunque realizzare una Visione di società, dove venga riconosciuto un più elevato valore alle interazioni dell’uomo con la tecnologia e vengano radicati nell’intera Società i valori etici, sociali ed economici della Società 5.0.

Comunità 5.0
Lo sviluppo di una Società 5.0 avverrà nei diversi paesi con modalità e tempistiche diverse perché dipenderà dall’incontro che avverrà tra l’azione dei governi con le iniziative dell’Industria e della Ricerca.
A questo fine propongo che tutti quelli che intendono contribuire alla realizzazione di questa Visione costituiscano nei loro paesi una Community che, operando secondo i paradigmi di condivisione e riuso, propri della Società della Conoscenza, garantiscano:
• la verbalizzazione di una comune epistemologia 5.0;
• il coordinamento delle iniziative pubbliche o private;
• la condivisione ed il riuso degli esiti delle sperimentazioni;
• valutazione dell’impatto sociale delle iniziative;
• la conduzione di un dibattito pubblico sui risultati raggiunti.
Come punto di aggregazione delle Community, rendo disponibile l’Academy della Geoknowledge Foundation da me fondata per promuovere l’uso della Conoscenza Geografica per fini etico-sociali www.geoknowledgefoundation.it.
L’azione delle Community realizzerà il nostro ideale di contribuire alla creazione di un futuro dal volto umano.

Bruno Ratti